12 SETTEMBRE 2026

IL VIAGGIATORE PARALLELO – DI ROBERTO SALBITANI

In esposizione da sabato 12 settembre fino al 23 ottobre 2026

Dal 12 settembre al 23 ottobre lo Spazio Fondazione Negri è lieto di presentare “Il viaggiatore parallelo”, mostra dedicata a Roberto Salbitani in collaborazione con Cartacea Galleria. L’esposizione e’ composta da 45  stampe fotografiche di viaggio come attesa, condizione di sospensione spazio temporale che il fotografo sceglie di vivere e testimoniare attraverso le sue opere.

Tra il 1974 e il 1982 Salbitani compie una moltitudine di viaggi in treno, esperienza dal quale ricava riflessioni, testi e lavori fotografici. Tutto ciò viene raccolto e pubblicato ne “Il viaggiatore parallelo. Fotografie e scritti in diretta dal treno”. Il “fotografo spione”, così come si autodefinisce, descrive le sue esperienze con gli altri passeggeri tra scatti rubati, incomprensioni che portano a furbe scappatoie, indifferenza o curiosità sull’insolita pratica. Essere sempre in viaggio gli permette di essere testimone, forse l’unico, di splendide coincidenze che inquadra e prontamente congela con un click. Il treno diventa metafora di vita: un’organismo che mescola interno e esterno, introflesso ed estroflesso e che si nutre di incontri casuali e rivelatori.

Roberta Valtorta, stimata storica dell’arte e critica della fotografia italiana, nel suo testo “Viaggio come attesa” tratta della scelta di Salbitani di ambientare il suo lavoro in uno spazio ambivalente, uguale all’interno ma in costante cambiamento all’esterno, da cui nasce una duplice dimensione percettiva ed esistenziale. In questo spazio di pensiero si è portati a ragionare sull’assurdità dell’esperienze di vita, la precarietà delle cose o addirittura della loro assenza di significato, e a questa riflessione aggiunge: “E tutto questo insieme di sentimenti era molto più percepibile in quegli anni ormai passati, quando i viaggi in treno avevano un significato più forte e costituivano un’esperienza più importante di quanto non sia oggi, in un mondo nel quale non si viaggiava molto, le distanze apparivano più lunghe, il tempo meno veloce.”

La lunga serie ricrea il senso di solitudine e di mistero che nasce dalla condivisione temporanea di spazio e tempo con degli sconosciuti: è un discorso sull’identità, propria e altrui. I soggetti emergono dal profondo nero fotografico, che l’artista non tradirà mai per il colore, per posare nelle piccole scenografie teatrali che il vagone compone. Tuttavia non è solo una questione formale, l’impeto creativo diventa anche un intervento spirituale necessario, quasi un esorcismo, difatti è l’artista stesso a dichiarare di non avere scelta di fronte al passaggio della “locomotiva della sua immaginazione”. Nei suoi testi lo palesa affermando:”Forse è solo un’illusione ma credo che il mio esprimermi con immagini e parole mi aiuti a superare lo squilibrio di partenza.”

Orari di apertura:

Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì dalle 16.00 alle 19.00

Sabato dalle 15.00 alle 19.00

Ingresso gratuito

In occasione della mostra, Roberto Salbitani, nel mese di ottobre, terrà il corso “Le sfide della fotografia” nell’arco di un fine settimana.